capitolo 6
" No, questo no. Ma l'anno scorso sì, sono stato cannato. "
Spiegò poggiando la schiena sullo schienale dello sgabello sul quale era seduto, mentre Bill, dall'altra parte del bancone, lo ascoltava annuendo.
Quel giorno, Tom si era recato in quel bar quasi involontariamente e, come previsto, aveva trovato il moretto sorridente e apparentemente felice di vederlo.
Ed in effetti Bill era molto felice di vederlo; gli piaceva parlare con lui, per quanto l'altro ragazzo, che sembrava essere estremamente riservato, parlasse.
Tom, dal canto suo, nè amava parlare con Bill, nè odiava farlo. Era una cosa okay per lui, e a volte si ritrovava persino ad abbozzare quello che dovrebbe essere un sorriso, sentendo delle affermazioni ed espressioni buffe da parte dell'altro.
Avevano scoperto di avere la stessa età, Tom di qualche mese più grande rispetto al moro, ma per il resto, non avevano nulla, ma proprio nulla, in comune. Il moretto non fu affatto sorpreso di questo, se lo aspettava.
" Ah capito, ma quest'anno lo passerai sicuramente. "
Gli disse mentre ripuliva con uno straccio umido il bancone, dove erano sparse briciole ovunque. L'altro non rispose ma emise solamente uno strano verso che, da quello che Bill poteva intuire, stava a significare ' Certo, come no! '
Finì di sistemare il bar, essendo quasi l'ora di chiusura, mentre parlottava con Tom sul fatto che la scuola molto spesso fosse una tortura infinita, e l'altro annuì solamente, come era solito fare.
" Tom, adesso devo chiudere. Mi aspetti fuori? "
Chiese sorridendo dolcemente, mentre si toglieva il camice nero e, il biondo, uscendo, annuì ancora.
Dopo poco il moretto lo raggiunse tenendo stretta al braccio la sua borsa nera e si strinse nel capotto che aveva addosso guardandosi attorno e rabbrividendo all'idea di dover farsi tutta la strada, fino a casa, da solo. Di notte, a mezzanotte e mezza. Deglutì e si gratto la mascella guardando l'altro ragazzo di fronte a lui.
" Ehm, io vado, perchè è tardi ed ecco. . . "
" Vuoi che ti accompagni a casa? "
Chiese l'altro senza collegare minimamente il cervello alla bocca e, mentalmente, sbuffò, aspettando risposta dall'altro che sembrò leggermente sollevato ed annuì piano sussurrandogli un ' grazie ' leggermente udibile.
Cominciarono a camminare, mantenendo un silenzio glaciale, che a Bill non piaceva per nulla, ma da quanto sembrava, era gradito dall' altro ragazzo, che si accese una sigaretta, continuando a camminare per la lunga via.
Bill girò lo sguardo verso il ragazzo che, ricambiò l'occhiata inclinando leggermente il capo verso destra, mentre il fumo usciva dalla sua bocca. E Bill ridacchiò riportando lo sguardo dritto davanti a sè.
" Ehm, eccomi sono arrivato, abitò qui. "
Spiegò indicandogli la villetta, stile italiano, alle sue spalle. L'altro annuì, buttando a terra il mozzicone.
" Ci vediamo, allora. "
Continuò il morettino portandosi i capelli dietro l'orecchio e si sporse, alzandosi sulle punte, a lasciare un piccolo bacino sulla guancia dell'altro per poi staccarsi ed entrare velocemente in casa, con un leggero colorito rosso sulle guance.
Tom, rimase per un attimo fermo immobile, molto perplesso su cosa aveva fatto poco prima Bill. Ma poi, fregandosene, alzò le spalle accendendosi un’ altra sigaretta, l'ultima del pacchetto che fu poi buttato per terra.
*
Si poggiò con la schiena contro la porta, sbuffando mentre la borsa veniva sbattuta a terra. Si tolse il cappotto e dopo aver preso al volo una merendina al cioccolato dalla cucina, salì le scale, chiudendosi subito dopo in camera sua, dove si lasciò cadere sul letto, sedendosi a gambe incrociate. Scartò la brioche e cominciò a darle piccoli morsi.
Il giorno dopo, avrebbe dovuto andare al lavoro, ma di voglia non ce n'era nemmeno un goccio. Ma d'altra parte si era offerto lui di fare straordinari lavorando anche la domenica mattina e, di conseguenza, non poteva incolpare nessuno.
Si rifugiò sotto le coperte calde stringendo a sè un piccolo pupazzetto di pezza.
Pupazzetto che gli era stato accanto sin da quando aveva solo quattro anni. E lo amava tanto, forse per la sua morbidezza e l'odore di borotalco che aveva da sempre.
Se lo strinse maggiormente al petto e, nonostante fosse un uomo, quel piccolo amico gli teneva compagnia e non lo faceva sentire solo durante le lunghi notti.
*
" Tom siamo in ritardo, ti muovi? Se no quella ci rompe le palle e ci manda dal preside dai. "
Esclamò Giada stizzita, bussando alla porta chiusa del bagno, dalla quale era uscita pochi minuti prima una morettina con un sorrisone smagliante.
Era una delle tante ragazze che Tom scopava, e a lei la cosa andava benissimo -esattamente come a tutte le altre - e lui, dal canto suo, continuava a scoparle.
Era bello ed appagante.
Si allacciò la fibbia dei pantaloni, calò e sistemò bene la magliette e poi, finalmente uscì guardando la ragazza con un sopracciglio alzato.
" Con calma, ci vuole calma "
Ridacchiò, sciacquandosi le mani e asciugandole sul tessuto dei jeans chiari che indossava.
" Sai dove te la puoi ficcare la tua calma? "
Sbuffò facendogli il verso, e luì le mostrò la lingua, aprendo la porta del bagno mentre la invitava ad uscire. Lei lo fece ma, solo dopo avergli dato un tenero buffetto sulla guancia. Guardò l'ora.
" Bene, la lezione è già iniziata da una decina di minuti e quella serpe di Biologia non ci fa entrare. "
" Andiamo in cortile, belè, forza! "
La guidò fuori tenendola per le spalle. Arrivati fuori, si sedettero sui gradini e la ragazza guardò Tom che si stava grattando la tempia.
" Georg mi ha detto che ti ha visto con uno "
Ridacchiò, muovendo il capo da destra verso sinistra, numerose volte. L'altro si girò e la guardò con la mascella a terra, la chiuse ed annuì piano mentre lei, che continuava a sorridere, gli diede una pacca sulla spalla.
" Racconta tutto a meee! "
" Non c’è nulla da dire. E' un conoscente, non so nemmeno se è un amico. Ma di certo non scopo con lui. Beh, è un gran gnocco, si, ma cavolo, no. "
" Se lo dici tu. Non è che ti attizza? "
Lo guardò sbattendo le ciglia e l'altro sbuffò, poggiando la schiena al gradino più alto.
" Ma ti pare? "
" Sììì, e forse ho capito chi è! Da quello che mi ha detto Georg è il barista del posto in cui andiamo il sabato, che è oggi. "
" Si, e con questo? "
Chiese sbadigliando e sbuffò, costatando che aveva finito tutte le sigarette, e che di conseguenza fino al pomeriggio non avrebbe potuto fumare.
" No così, magari sei felice di rivederlo. "
Il ragazzo scoppiò a ridere e lei lo seguì abbracciandolo e schioccandogli un bacio sulla guancia.
Rimasero fermi per un paio di secondi, ma furono interrotti dal suono della campanella che fece sbuffare entrambi.
" Cosa abbiamo ? "
Chiese lui grattandosi il capo, mentre Giada corrucciava le labbra in un' espressione pensierosa.
" Tedesco, credo. "
Disse alzandosi e aspettando che il ragazzo si degnasse di seguirla in classe. Lo fece, di mala voglia, e a passo lento, raggiunsero la classe nella quale, fortunatamente, non era ancora arrivata la loro professoressa.
Si sedette al suo posto e poco dopo l'ingresso della professoressa,sentì qualcuno toccargli il braccio; svogliato si voltò, e vide la ragazza seduta dietro di lui porgergli un bigliettino che subito prese in mano, girandosi. Lo aprì.
Pomeriggio alle cinque alla pista da skate. Ci sei?
Lesse la piccola frase e voltò il capo vedendo Gustav guardarlo, ed annuì al compagno che sibilo un 'benissimo' all'altro.
*
Mancava ancora circa un ora e mezza alle cinque, ma di stare in casa, il ragazzo non aveva proprio voglia. E non aveva nemmeno voglia di stare in mezzo ai suoi fratelli adottivi.
Mentre passava con lo skate in mano, davanti al bar dove lavorava Bill, lo vide fuori, borsa sulla spalla e sigaretta tra le dita. Questo gli rivolse un dolce sorriso.
" Ciao Bill "
Lo guardò negli occhi e gli si fermò davanti. L'altro, dopo aver spento la sigaretta, alzò nuovamente lo sguardo verso il ragazzo davanti a lui e, nuovamente, gli rivolse l'attenzione.
" Ehi, ciao "
Spostò il peso da un piede all'altro, chinando poi il capo, mentre Tom lo guardava senza dire nulla.
" Tutto okay? "
Chiese ancora Bill.
" Tutto bene, tu? "
"Anche io, grazie. "
Chiese continuando a tenere in capo inclinato e una leggera increspatura di sorriso sulle labbra. Tom, che notò, non poté che sorridere, internamente.
" Hai finito di lavorare ? "
Il moretto annuì stringendo maggiormente la borsa al suo fianco.
" E tu, che fai pomeriggio ? "
Chiese sperando che il ragazzo, in un modo o in un altro, potesse restare a parlare con lui, un altro po’.
" Vado alla pista da skate con i miei amici, vuoi venire ? "
Bill, per un attimo, lo fissò senza dire nulla ma poi, annuì seppur non del tutto convinto. Lui sullo skate, non c'era mai, proprio mai, salito. Gli sembrava una cosa troppo difficile e complessa per le sue capacità.
" Sicuro ? "
Chiese l'altro abbozzando un sorriso mentre Bill annuiva piano.
*
" Dai non è difficilissimo Bill "
Il moretto lo trucidò con lo sguardo mentre cercava di tenere l' equilibrio, stringendo tra le mani la stoffa della felpa di Tom, che lo stava aiutando.
Per circa un'oretta, da quando era arrivato alla pista, era rimasto lì, seduto contro un palo a guardare Tom e i suoi amici andare avanti e indietro, divertendosi.
E fin lì tutto bene, poi, però, Tom lo aveva preso e messo sullo skate. E lui, era incapace.
Inutile dire che pestò più di un paio di volte il sedere a terra, mentre Tom, divertito,
ridacchiava. E lui, ogni volta, come risposta sbuffava sonoramente.
" Non è difficile? Ti informo che io cado anche quando ho i piedi per terra " sbottò alzandosi " e cado, di conseguenza, anche quando sono su questo aggeggio! "
Lo guardò negli occhi mentre si puliva i pantaloni dalla polvere bianca che avevano sopra. Non capiva perchè si ostinava a farlo riprovare. Non era capace, punto e stop. Il suo sedere si lamentava, se vogliamo dirla tutta. Tom si grattò la guancia e lo guardò per un paio di secondi cercando di trovare altro da fare che non richiedesse lo skateboard. Il moretto a quello sguardo arrossì in modo notevole nascondendo il volto sotto la cascata di capelli neri. Chiuse gli occhi e respirò piano. Perchè era arrossito così tanto? Tom lo aveva solo guardato e Bill si era perso in quegli occhi bellissimi, Tom era bellissimo. Lo pensò poco dopo quando ricevette un sorriso dal ragazzo con i cornrowns.
" Ti andrebbe di cenare con me? "
Note autrice: Chi si è fottuto la testa? Bill o Tom ?

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